Sebastian Hidalgo

Germania: ipocrisia di una Nazione (1939-1945)

Germania: ipocrisia di una Nazione (1939-1945)

In Germania tutti gli ambiti della società parteciparono attivamente: imprenditori, poliziotti, banchieri, dottori, avvocati; soldati, operai di ferrovie e fabbriche, chimici, farmacisti, economisti; gioiellieri, laureati, propagandisti, registi e attori, professori, politici, sindaci; membri di partito, commercianti d’arte, architetti, bidelli, camionisti; impiegati pubblici, scienziati, generali e proprietari di negozi – tutti erano ingranaggi fondamentali del macchinario che implementò la decisione finale” – Friedrich Kellner

La mia Opposizione“, il diario di Friedrich Kellner, con i suoi 676 inserimenti suddivisi in dieci quaderni ci riporta un’immagine vivida ed unica della Germania della Seconda Guerra Mondiale.

Germania - Kellner

L’Autore

August Friedrich Kellner (1885 – 1970) fu un ufficiale di medio livello tedesco ed attivista socialdemocratico. Scrisse il diario “Mein Widerstand” come contrapposizione al “Mein Kampf” di Hitler.

Non potevo combattere i nazisti nel presente, dal momento che avevano il potere di zittire la mia voce, così decisi di combatterli nel futuro. Avrei dato alle generazioni seguenti un’arma contro ogni risorgenza di questo male. Il mio racconto sarebbe stato testimone degli atti barbari compiuti e avrebbe anche mostrato la strada per fermarli.

Grande Guerra e Attivismo Politico

Figlio di un panettiere, nasce a Vaihingen e si trasferisce poi a Magonza. Lì, dal 1903 al 1933, lavora presso il palazzo di Giustizia. Fu segretario, contabile e poi ispettore.
Nel 1913 si sposa con Pauline Preuss, da cui ha un unico figlio, Karl Friedrich Wilhelm.
Durante la Prima Guerra Mondiale combatte a Worm e sul Marna. Viene ferito a Reims e riportato a Magonza.

Sostenitore della democrazia in Germania, diventa membro attivo del Partito Socialdemocratico (SPD) e sin da subito si pone come oppositore di ogni estremismo politico. Si oppone attivamente al nazismo durante le manifestazioni, nelle quali impugna il Mein Kampf gridando”Gutenberg, la tua stampa è stata profanata da questo libro maligno“.

Nazismo e Seconda Guerra Mondiale

Nel 1935 Kellner manda suo figlio negli Stati Uniti per evitare che venisse arruolato nell’esercito di Hitler.
Pochi anni dopo, durante la Notte dei Cristalli, lui e sua moglie tentarono di aiutare alcune famiglie ebree; i nazisti li scoprirono e li minacciarono con la deportazione se avessero continuato ad “esercitare una cattiva influenza” sulla popolazione.
Non potendo più fare opposizione attiva, affidò le sue idee al suo diario, il “Mein Wiederstand”.

Con la fine della Guerra Kellner aiutò a rimettere in piedi l’SPD nella sua città, Laubach. Riuscì a diventare presidente regionale del partito e più avanti divenne anche sindaco.
Nel 1968 inviò il diario in America a suo nipote Robert Scott Kellner affinché lo traducesse e lo facesse pubblicare.

Testimonianze

Con 871 pagine, 676 inserimenti e oltre 500 ritagli di giornali, il “Mein Widerstand” dipinge un’immagine tutt’altro che innocente della Germania e del popolo tedesco:

  • La costruzione di molti campi di concentramento cominciò subito dopo la presa di potere di Hitler, ed avvenne nei pressi dei principali centri abitati.
  • Durante i primi anni, tra l’altro, il Reich inviò nei campi tedeschi oppositori e cittadini austriaci; i campi servivano anche a terrorizzare la popolazione locale ed indurla ad obbedire.
  • Gli abitanti attorno a Dachau erano arrivati persino a negare il fatto che su di loro piovesse cenere, dicevano di essere convinti che fosse neve.
  • I giornali stessi dipinsero la Notte dei Cristalli come un avvenimento eroico, ed il Ministro della Propaganda Goebbels annunciò che sarebbe stato il governo a risolvere il problema ebraico.
Germania - Arco

La Colpa Collettiva Tedesca

Kellner non esita nell’affermare che la Germania, o almeno gran parte, è colpevole quanto i nazisti, anticipando di qualche anno il concetto di colpa collettiva di cui parlava Jung:

“Non esiste punizione abbastanza severa per queste bestie naziste. Ovviamente, persone innocenti soffriranno con loro se ci fosse una rappresaglia. Il novanta per cento della gente tedesca, direttamente o indirettamente, è colpevole della situazione attuale. Perciò possiamo dire solo una cosa: coloro che viaggiano insieme, muoiono insieme.”

Se l’Olocausto è una delle più atroci cicatrici sul volto dell’umanità, il negazionismo da parte dei tedeschi del tempo è stato un vergognoso momento della storia tedesca. Un momento che li ha resi complici silenti di un genocidio.

E come loro, sono altrettanto colpevoli quelli che, oggi, hanno il coraggio di negare l’Olocausto.


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